sabato 27 novembre 2010

Panna cotta per il mio compleanno!

Beh, diciamo che il mio compleanno non è proprio oggi, ma è stato ormai un bel po' di giorni fa. Ero indecisa su cosa prepararmi, ho passato intere ore davanti al pc con milioni di idee, ho mandato il mio fidanzato a comprare non so quante cose per fare i miei dolci...e poi ho fatto la panna cotta e basta! Tra l'altro pensavo anche di sciogliere delle fantastiche caramelle Alpenliebe che ho comprato in Polonia, dati i loro gusti introvabili in Italia (lampone, ribes e banana), da sostituire alla crema di mou che non mi fa mai troppo bene...ma mi sono proprio dimenticata! L'illuminazione me l'hanno data due stampi per muffins della Silikomart infilati a forza nella mia dispensa...ma chi ce li ha messi? Non ricordo neanche di averli comprati...e allora ho detto, faccio un dolce budinoso a forma di fiore! Wow! Alla fine ho optato per la panna cotta.


Per quanto riguarda gli stampi, era la prima volta che li usavo e ne ho riempiti solo 4 di 6. Il sito della casa dice che vanno lavati a 50° la prima volta e poi cosparsi tutti di burro al primo uso. Ovviamente non ho fatto né l'una né l'altra cosa e la panna mi si è appiccicata tutta. Il primo stampo è uscito massacrato, il secondo l'ho trovato in frigo già smangiucchiato...e con gli altri due ho fatto la prova acqua calda per qualche secondo. Incredibilmente, sono riuscita a salvarne una! Certo è un po' spastica, ma il fiorellino è tanto tanto carino! Sotto, le foto (ovviamente fanno schifo, ma in quella senza flash si può vedere il bellissimo disegno del fiore!).


giovedì 25 novembre 2010

Pane all'origano


Oggi ho provato a fare il pane di una ricetta che ho trovato sul blog di Giugiu lemilleeunadelizia.blogspot.com, adattato ovviamente alle mie esigenze (in pratica ho tolto il pomodoro e ho lasciato solo l'origano). Voglio quindi ringraziarla perché la sua ricetta è favolosa, mi è venuta al primo colpo e penso che la rifarò molto spesso!! Gli ingredienti sono praticamente gli stessi anche se io ho fatto qualche piccola modifica sul lievito. Anziché usare il pane angeli (che, per il pane o la pizza mi gonfia tantissimo lo stomaco, a differenza di quello per dolci), ho usato un lievito biologico a pallini che poi ho sciolto nell'acqua. Il risultato è stato comunque splendido, e il pane davvero digeribile e leggero!

Ingredienti:

410 gr di farina 00 bio alce nero
235 mL di latte intero granarolo bio
1 cucchiaino di sale marino non iodato
1 cucchiaino di zucchero eridania fino
1 cucchiaino di olio extravergine d'oliva fruttato (EVO)
1 cucchiaino di lievito secco
origano q.b.

Preparazione:

il lievito che ho usato si chiama lievito secco naturale attivo della marca Natural Food. Sono delle piccole palline di saccharomyces cerevisiae, non c'è altro. Va bene per pizza, pane e dolci. Si trova facilmente in tutti i negozi biologici come il Natura Sì. E' perfetto, visto che non è lievito chimico.
La quantità di 10 gr corrisponde a due cucchiaini di caffè. Io ne ho messo uno scarso, perché non volevo far lievitare troppo il pane. Quindi la quantità è di circa 5 grammi. Sciogliete quindi un cucchiaino da caffè di lievito in mezzo bicchiere d'acqua tiepida, mescolate e lasciare riposare per 10 minuti (il tempo di preparare l'impasto!). 
inserite in una ciotola il latte, il sale, lo zucchero e l'olio. Aggiungete la farina e infine il lievito. Poi impastate un po' con le mani, e se necessario aggiungete ancora un po' di farina. Dopo aver impastato energicamente, lasciate lievitare per un'ora e mezza. Io ho messo tutto nella macchina del pane, con il programma adatto. 
Con la quantità di lievito usata e considerando che si tratta di un lievito biologico e naturale, la pasta non si è gonfiata molto. Per quanto mi riguarda è stato meglio così, perché non mi ha dato nessun fastidio dopo. La quantità mi è bastata per 5 panetti, 3 piccoli e due grandi. 
Una volta terminata la lievitazione prendete la pasta con le mani e date la forma che desiderate. Inserite il pane in una teglia in cui avrete posizionato della carta forno, e aggiungete delle manciate di origano sopra. Se volete potete mettere l'origano anche nell'impasto, io non ci ho pensato subito! 

Cuocete, come da ricetta di Giugiu, in forno ben caldo a 200° C per circa mezz'ora (o qualcosa di più). 

Incredibilmente mi è venuta una foto decente e il pane brilla in tutto il suo splendore!
Se non riuscite a finirlo tutto entro un paio di giorni potrete anche congelarlo negli appositi sacchetti freezer e consumarlo entro un mese. 

Guten Appetit (un augurio tipicamente tedesco, anzi, diciamo...berlinese!)!


mercoledì 24 novembre 2010

Carbonara light alla polpa di granchio


Dopo aver spulciato qua e là il web alla ricerca di qualche ricetta particolare, ho preso spunto da una colazione molto british (uova con polpa di granchio) che ho trovato in questo blog, per provare a fare una simil carbonara alla polpa di granchio. Talmente delicata che mi è piaciuta tantissimo e penso che la rifarò spesso! Ovviamente senza alcun soffritto.

Ingredienti (per due):

220 grammi di spaghetti bio
2 uova bio o fresche di gallina ;)
una confezione di polpa di granchio al naturale (se ce l'avete fresco meglio!), circa 180 gr
gomasio, a scelta

Preparazione:

molto simile alla mia carbonara al prosciutto, la preparazione è velocissima e davvero semplice.
Basta prendere una padella (acciaio inox 18/10) e aggiungere la polpa di granchio scolata della sua acqua. Sbattete poi le uova, con un po' di sale aggiunto, e versatele sulla padella. Mescolate un po' e lasciate riposare finché la pasta non sarà cotta. Una volta scolati gli spaghetti, trasferiteli nella padella e accendete il gas  al minimo, mescolando bene, in modo da far rapprendere le uova e amalgamare meglio gli ingredienti. Le uova devono essere fresche e meglio se di gallina. Saranno più delicate e non supereranno la delicatezza del granchio. Io ho usato una confezione di granchio al naturale, ma anche senza olio l'ho trovato leggermente acido. Sopportabile, ma il granchio fresco è molto meglio, quindi ricordate di leggere sempre gli ingredienti prima di comprare scatolette, di solito l'acido citrico (che ha un ph molto basso) è in agguato! Se lo tollerate molto poco, vi consiglio di sciacquare la polpa sotto l'acqua per qualche minuto. Per insaporire poi potrete usare in aggiunta del sale o del gomasio. Per chi non lo sapesse, il gomasio è una specie di sale usato in Giappone e nella cucina asiatica, composto da sale marino e semi di sesamo tostati e tritati. Ricordate, se lo scegliete, di comprare quello senza aggiunta di alghe. E di evitarlo, se siete allergici al sesamo. E' inoltre un prodotto molto calorico, evitatelo anche se siete a dieta! Il gomasio è utilissimo contro l'acidità, rende le pietanze più basiche e potrete abbinarlo a piatti acidi (alcuni prodotti animali o cereali raffinati). 

NOTA: sempre spaghetti? Sì. Diciamo che la pasta biologica ha poche varianti, o almeno la Baronia, che per me è la migliore. Se mi capita di andare in un negozio Natura Sì faccio la scorta, ma spesso non ho tempo, e negli altri supermercati si trovano pochi tipi (spaghetti, penne, fusilli e farfalle!).

Questo piatto è delicatissimo, e indicato per palati raffinati. Se preferite piatti più saporiti dovrete fare un'altra scelta! Buonissimo appetito!

venerdì 19 novembre 2010

Dieta forzata e minestrina

Come tante ormai tramontate adolescenti della mia età mi sono lasciata trasportare dalla Carletto-mania. E che sarebbe? Beh, la collezione dei personaggi Carletti dei Sofficini Findus. Ecco, proprio io che non mangio sofficini. Diciamo ogni tanto quelli al formaggio, ma OGNI TANTO. L'altro giorno ho finito la mia collezione. E meno male. Perché, oltre ad avere il freezer pieno di scatole di sofficini che potrò smaltire solo con un sofficini-party, ho anche mal di stomaco...alé! Il colpo di grazia me l'hanno dato i sofficini alle verdure che sono...buonissimi ma...hanno i peperoni, o non so se le verdure siano soffritte o cosa, insomma, anche cotti al forno mi hanno distrutta. E così stasera, dopo 24 ore di digiuno forzato, mi sono fatta una semplice minestrina (e mi sa che la cosa durerà tutto il weekend, che bellezza!).

Postare la ricetta di una minestrina sembra quasi una presa in giro. Beh, non lo è! Prima di tutto bisogna annotare dei punti essenziali. La minestrina non si fa con i dadi già pronti, siano questi in cubetto o liofilizzati! Quegli alimenti contengono molte sostanze che non andrebbero proprio mangiate, a partire dal glutammato. In commercio ce ne sono anche altri tipi senza glutammato, ad ogni modo io non uso mai il dado perché, glutammato o meno, mi fa malissimo! 
Come fare allora la minestrina? Se avete mal di stomaco evitate proprio di fare il brodo. Io a volte, quando non riesco a mangiare quasi nulla, uso della semplice acqua a cui aggiungo, dopo cottura della pasta, un goccio di olio, del grana e se va bene due formaggini (vedi la foto). Basta! Ma se avete tempo e voglia, potrete fare voi il brodo, o cmq aggiungere dei piccoli pezzi di verdure (carote, patate, sedano, anche insalata se volete, zucchine) o anche una sola all'acqua che usate per cuocere la pastina. 
Basterà metterli subito nell'acqua, e procedere come al solito, senza però scolare la pasta.
Naturalmente uso solo acqua della bottiglia (e in questo caso, visto che il brodo si beve mangiando, un po' come per il tè, è una cosa che consiglio vivamente), e pastina biologica. A volte spezzo in piccoli pezzettini gli spaghetti. 
I formaggini che digerisco (anche per quelli, a volte, ho problemi), sono i Bel Paese, ma a volte compro anche i Tigre, che hanno un retro di Emmenthal

Ricordate di non mangiare mai alimenti troppo caldi! La minestra sarà ovviamente calda. Io, nel piatto (cosa orrenda, lo so...) aggiungo sempre mezzo bicchiere d'acqua tiepida, in modo che la mia minestra sia meno calda e non mi possa dar fastidio. 

E se anche voi questi giorni avete qualche problemino...beh, buona minestrina (e speriamo che passi in fretta!). 


giovedì 11 novembre 2010

Pennette piselli speck e carote


Una ricetta facilissima e veloce, una pasta con piselli e carote bollite e qualche cubetto di speck. Dovrete semplicemente cuocere al vapore i piselli insieme alle carote (oppure bolliti o nella pentola AMC) e se volete, aggiungere dei pezzettini di speck. Ovviamente io l'ho sezionato, visto che non è il caso di mangiarne troppo. Ne avevo un bel pezzo e l'ho tutto pulito dal pepe e lavato sotto l'acqua. Inoltre dovete ricordare di non mangiare mai (o salvo in qualche rara e speciale occasione) dello speck troppo salato.

Basta aggiungerne qualche pezzettino per spezzare il gusto dolce di questo condimento. 
Ricordate di non fare nessun soffritto (a meno che per soffritto non intendiate un dito di acqua!), ma potrete aggiungere, una volta scolata la pasta e mescolato il tutto, del grana e dell'olio crudo fruttato.
Se le verdure sono buone e fresche, questa pasta verrà buonissima, anche senza soffritto!

Nota: la mia pasta è sempre bio ed è sempre cotta nell'acqua della bottiglia.

domenica 7 novembre 2010

Arrosto di vitello con piselli


L'arrosto mi piace tantissimo ma lo preparo raramente sia perché è abbastanza grasso, sia perché non mi è molto facile da digerire. Dato che ne ho ancora un paio in freezer da tempo illimitato, ieri pomeriggio, mentre studiavo, l'ho messo a cucinare (tanto ci vogliono delle ore) e così per un giorno mi sono data al relax in cucina! Di solito compro l'arrosto senza spezie già legato dal mio macellaio di fiducia, che sa già cosa darmi. Anche perché già è lungo da cucinare, se devo pure mettermi ad arrotolarlo io...
scegliete quindi una carne magra, se volete farlo voi una spalla ad esempio, potrete aggiungere rosmarino o salvia e legarlo voi stessi, come preferite. L'importante è che, se ne scegliete uno già pronto, non abbia spezie (o quantomeno ne abbia poche).

Ci vogliono ore per cuocere l'arrosto. Io solitamente lo cucino bollito e al vapore con la pentola AMC. Non è che ci sia da fare molto, se non controllarlo ogni tanto per vedere il grado di cottura. Certo bisogna stare in casa, quindi se scegliete l'arrosto, preparatevi a un tranquillo pomeriggio casalingo. 

Ingredienti: 

un bel pezzo di arrosto già pronto o spalla di vitello
200 gr di piselli freschi (o surgelati)
una carota
un sedano
una patata
rosmarino o salvia a piacere
cubetti di speck a piacere

Preparazione:

ponete in vostro arrosto in una pentola in cui avrete aggiunto dell'acqua fino a coprirne metà. Con la pentola AMC andate benissimo, perché farà tutto da sola, ma basterà anche una pentola normale con coperchio trasparente (così potrete guardare meglio mentre cucinate). Aggiungete all'acqua una patata e una carota tagliate in pezzi, e anche del sedano se volete e vi piace. Questo servirà per fare una specie di brodo nell'acqua e dare più sapore alla carne. Lasciate cuocere per diverso tempo, circa due ore, controllando di tanto in tanto. Aggiungete i piselli verso fine cottura (circa una mezz'ora), in modo che si cuociano insieme. Se volete potrete aggiungere anche dei cubetti di speck (poco salato e non pepato!). Non aggiungete mai e per nessun motivo olio! Se l'acqua dovesse evaporare troppo aggiungetene altra. Verso fine cottura potrete aggiungere anche la salvia e il rosmarino per aromatizzare.

Una volta cotto dovrete tagliarlo con un coltello dall'apposita lama. Non fate come me che...ho distrutto il mio bellissimo arrosto che mi accingevo a fotografare...! Il grasso finirà tutto nell'acquetta di cottura, quindi mangiatene poca, oppure rifilatela al vostro partner che non ha problemi di gastrite!

Poiché ne è venuto tantissimo, il giorno dopo ho fatto una specie di minestra con quello avanzato, aggiungendo nella pentola, mentre riscaldava, dei piccoli spaghettini di mais spezzettati. La pasta di mais nelle minestre diventa incredibilmente buona! A questa ho aggiunto un formaggino. Buonissima!


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